Signore e Signori, amici miei, praticamente ogni compositore d'opera da Monteverdi, Vissuto oltre 350 anni fa, fino ad oggi, ha fatto del tenore il suo eroe nella maggior parte delle proprie opere.
lo ero - io sono - un tenore, ma ora non mi sento eroico. Tuttavia, quelli di voi che sono all'incirca nella mezza età e oltre, forse si ricorderanno di quando sono stato un eroe, proprio qui nella vostra bella città. Lasciate che vi racconti una storia.
Molti anni fa, più di quanto io sia pronto ad ammettere o voi a ricordare, qui ho cantato in concerto. All'inizio, alla prima rappresentazione, era mia abitudine accertarmi dove fosse l'uscita dal teatro più vicina, in caso fossi stato costretto ad abbandonare il palcoscenico in tutta fretta. In quella occasione, come era mia abitudine,
non mancai di prendere nota dell'uscita di emergenza dietro le quinte... Benissimo!
A metà del concerto si udì il suono d'allarme di una campana, seguita da altre in rapida successione. Potevano significare una sola cosa... Fuoco! Mi guardai attorno (naturalmente tenendo ben a mente l'uscita d'emergenza). Non vidi fiamme, non sentii odore di fumo, e più di mille persone erano davanti a me. Dovevo affrettarmi verso l'uscita di sicurezza? La gente era in piedi, il panico era nell'aria. Cosa doveva fare Martinelli? Un tenore ha un solo pensiero quando il pericolo incombe: cantare, e così cantai restando sorridente e composto al pianoforte. La platea sembrò rassicurata e sedette. Era accaduto che il custode, in piedi dietro le quinte per ascoltarmi cantare, si era completamente dimenticato di fare il proprio lavoro, che consisteva nel ricaricare il congegno che controllava l'allarme.